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Micharvegas: memoria argentina
Questo articolo, confessione,
autointervista o memoria è stato appositamente scritto da
Poni, in forma di annotazioni sparse, per Amnesia Vivace.
Sono i ricordi di un artista e medico argentino che da molti
anni vive a Madrid, e che ho avuto il piacere di conoscere
durante alcune mie ricerche. Sono molti i riferimenti
puntuali a personaggi e fatti dell'epoca, relativi quasi
all'intera America Latina, ma quello che ci interessa di più
in questo caso è offrire ai nostri lettori ricordi e
osservazioni peculiari di un punto di vista originale e poco
conosciuto relativo all'aria che tirava durante il golpe
militare argentino del 1976. Poni ci racconta, in forma
abbozzata ma viva, la sua esperienza d'esilio, l'atmosfera
che lo circondava, il mondo artistico in fermento e il suo
contributo a quel mondo. Sempre per Amnesia Vivace ha
chiesto alla sua compagna di allora, Martha Sigal, di
aggiungere ulteriori ricordi di quell'esperienza d'esilio,
rendendo il quadro ancora più animato e a tratti dal ritmo
sincopato.
Erano i primi giorni di giugno del 1976. La mia compagna,
Martha Sigal, riceveva una chiamata telefonica nella quale
le annunciano che ci sono notizie molto buone per Poni e per
dire che mi presentassi in una libreria dell'Avenida
Pueyredón, verso le sei del pomeriggio, per riceverla. Erano
già tempi duri e crudeli, il golpe militare si instaurò
all'alba del 24 marzo dello stesso anno e avevamo ricevuto
notizie di molti interventi di polizia e paramilitari e
rastrellamenti e arresti di compagni e l'inutilità assoluta
degli habeas corpus. Il nostro caro e ammirato amico, lo
scrittore Haroldo Conti, era stato sequestrato intorno al 5
maggio, insieme ad un altro compagno del PRT (Partito
Rivoluzionario dei Lavoratori) e, secondo certe fonti,
responsabile del Fronte Culturale, nella sua villa
recentemente inaugurata nella via Fitz Roy, nel quartiere di
Belgrano, vicino ai primi confini della provincia di Buenos
Aires. Eravamo commossi!
Quando qualcuno doveva comunicarti qualcosa, lo faceva in
modo tale che un messaggio positivo veniva presentato come
qualcosa di negativo e uno negativo come cosa positiva: il
fatto che ci fossero molte buone notizie per Poni faceva
presentire qualcosa di nero, sinistro, minaccioso. Il mio
amico Jorge Garrido all'epoca portava in giro libri di varie
case editrici e portava le loro novità ai librai per i loro
ordini. Non so se fu lui a chiamare. La cosa sicura è che
fino a quell'appuntamento cercai di non espormi e la novità
era che un libro, firmato da un certo giornalista Roberto
Aizcorbe (il quale aveva diretto una rivista, "Il borghese",
che già aveva tinte reazionarie), e dal titolo Il mito
peronista, era in realtà il prodotto delatore di un
amanuense e una toccante "lista nera" che implicava nella
sovversione e nella congiura circa 800 compagni. Questo
calunniatore aveva ritagliato con mani di stregone tutte le
dichiarazioni fatte da qualsiasi tipo di agente sociale e in
diversi mezzi di comunicazione (sindacalisti, politici,
intellettuali, artisti, professionisti, etc.) e,
mescolandole con i rapporti dei Servizi Segreti della
Marina, pubblicò un pot-pourrì di panzane e diffidenza che,
in quel momento, servì da pretesto ai golpisti militari. A
me toccò una bella fetta di pane imburrata ricoperta da una
grossa coltre di accuse. In poche parole: mi accusò di
essere il responsabile dell'infiltrazione sovversiva nei
mezzi di comunicazione. Con siffatta stigmatizzazione, vai a
cantarla a Gardel! [1] Senza un sistema legale al quale fare
ricorso, con i compagni che si nascondevano e l'insicurezza
generalizzata di non sapere più con chi stessi parlando,
uscii di casa. Nei titoli dei giornali del mattino un altro
masso: Roberto Mario Santucho, "Robi", era stato sorpreso in
una riunione politica e, nel fragore dello scontro con il
gruppo operativo dell'Esercito, morì. Andai fino ad un bar
vicino, nel quale si riunivano amici del gruppo degli
psicoanalisti. Uno studente di psicologia, frequentatore dei
corsi e degli incontri letterari dei miei amici, mi venne
incontro. In quel momento quel giovane era l'unica persona
di fiducia. Gli dissi secco: "Dì a Miguelito che Poni se ne
va". "Solo questo?", domandò. "Sì, è sufficiente..." Uscendo
dal caffè Nalòn seppi che dovevo pianificare freddamente ed
efficacemente la nostra uscita dall'Argentina. Non restavano
margini né di garanzie elementari né di alcuna sicurezza
personale.
Quando scoprii che la canzone aveva più penetrazione ed
arrivava più in là della poesia scritta (a prescindere dal
fatto che la percentuale di analfabetismo nell'Argentina di
allora era molto bassa, quel fenomeno anomalo continuava ad
esistere), passai alla canzone poetica. Avevamo la nostra
presunzione e negli ambienti creativi un'onda lucida e
intensa faceva la sua brillante apparizione: artisti di ogni
genere e disciplina (attori, modelli, pittori, scultori,
registi, etc.), vedevano con entusiasmo la possibilità di
interpretare i loro propri temi o di mettere in musica poeti
celebri o tenere banco da questa nuova fonte, potevamo
contare su antecedenti inaugurali molto recenti che ci
arrivavano goccia a goccia, nella Nuova Trova cubana, la
Nuova Canzone cilena, la Nuova Canzone uruguaiana e le
manifestazioni individuali o di gruppo in Brasile (Chico
Barque de Holanda o l'MPB [2] , per fare qualche esempio).
C'era aria di profondi cambiamenti rivoluzionari in America
Latina e la combriccola dal buon fiato voleva insufflare la
sua immaginazione e il suo talento a quella corrente
imprescindibile e necessaria. Così che, in un torrente
sconosciuto per me, composi circa 50 temi in sei fragorosi
mesi e, dato che non credevo di farlo del tutto male,
iniziai a interpretarli.
Cominciai a cantare le mie canzoni in luoghi insoliti:
gallerie d'arte, centri culturali, ristoranti, piccoli
teatri indipendenti, l'istituto Di Tella, nel quale
realizzai due piccoli "spettacoli": Canzoni del fuoco, con
le chitarre dei fratelli Albe e César Pavese, e Simulacro,
messa in scena multidisciplinare con vari mezzi tecnici che
implicavano il cinema, la televisione e un circuito chiuso
per proiettare sullo schermo le immagini che il pubblico
andava creando. Un gruppo rock con voglia di vendetta per
suonare dove stavano suonando, "tempio" di espressioni
artistiche elitarie, "La banda del cioccolato" con il suo
leader Pajarito Paguri, aveva l'ultima stridente parola, col
volume al massimo! Le due esperienze furono accolte molto
bene e presto la mia attività iniziò a godere di commenti
favorevoli e di una certa ripercussione. Alcuni temi ("Decenni",
"L'orso Perez", "Zoologico", "E' arrivato quel famoso tempo
da vivere") furono diffusi in radio, realizzai una copertina
per un eventuale disco e risposi con sincerità
anticonformista alle interviste che mi facevano.
"Le canzoni che scrive sono molto belle!", mi disse il
produttore discografico della compagnia Odeon, che voleva
farsi una chiacchierata con me. "Ma lei, che è psichiatra,
non ha altri temi nei quali parla dell'amore, la gelosia, i
problemi di coppia e queste questioni?" Capii che voleva che
gli scrivessi pezzi su richiesta. Io, con un progetto
inedito e lucido nel quale canalizzavo tutto il mio
sentimento poetico, e questo crapulone testa quadrata,
desiderando che gli fabbricassi mercanzia a buon mercato!
Dopo cinque minuti mi alzai e me ne andai. O restavi con
loro o con te stesso. Ancora una volta scelsi quello che ho
sempre più vicino e che se mi tradisce, tradisce me stesso...
-

- Decidemmo di fare un viaggio in Europa. Ce lo
meritavamo: eravamo stanchi, angosciati, chiusi in
una gabbia di eventi che non ci permettevano di
respirare a fondo come volevamo. Nina, io e due dei
nostri figli. Una nave: il "Pasteur". Riposare,
leggere, pensare, fare piani e progetti: distanze
necessarie ("Un uomo solo arriva ad esserlo lontano
da casa sua", secondo Siddharta). Germania,
l'acquisto di una Volkswagen ad Amburgo, battezzammo
"Chinomao" quel grosso furgoncino: diretti verso la
Polonia, attraversando la Repubblica Democratica
Tedesca, sparivano i cartelli pubblicitari, tutto
era campo coltivato, disciplina nei solchi, verso
Berlino. Il clima però era ghiacciato, nevicava, uno
rifugio o l'altro dove prendere marmellata di prugne
calda: i bambini iniziavano ad avere angina e
bronchite. Svoltammo bruscamente verso il sud
assolato: Belgio, Francia, Spagna, per sistemarci
finalmente a Barcellona e poi, su richiesta del
nostro fratello Alberto Cousté, proseguire fino a
Peñiscola, in provincia di Tarragona. Quasi tutto un
anno così. Scrivemmo senza sosta: lettere, articoli,
note, nuove canzoni. Ad aprile partecipai come
rappresentante latinoamericano al secondo Festival
della Canzone Iberica, a Valenzia: María del Mar
Bonet, Zeca Afonso, Paco Ibáñez, Miro Casabella,
Adolfo Celdrán. Successo artistico della Nuova
Canzone, fallimento economico dei Nuovi Buffoni!
Tornato a Buenos Aires, promossi la "Canzone
permanente", dove un gruppo di venti nuovi
compositori e interpreti si facevano ascoltare: otto
giornate nel Teatro Larrañaga. Un'esperienza forte
che sarebbe stata la base di un atteggiamento più
compromesso e che si sarebbe mantenuta fino alla
metà del '72 per fiorire pienamente verso la fine di
quell'anno in una saletta di teatro: "Teatron".
Tanto nell'una come nell'altra, le due proposte
poterono contare su eccellenti talenti che, con il
passare del tempo, hanno percorso diverse strade:
Roque Narvaja, Miguel Cantilo, León Gieco e quelli
che, ancora oggi, sentono di appartenere a quella
proposta del CPU [3] della canzone d'avanguardia:
Thono Báez, Barba Mayo, Mario Alberto Costa. La
lotta dialettica e la partecipazione integrale
mobilitavano i fini di questi gruppi di artisti
popolari. Verso l'inizio del 1974, mantenere CPU
risultava altamente pericoloso: i locali nei quali
suonavamo venivano mitragliati o venivamo minacciati
come quella volta nell'incontro a Rosario, dove il
proprietario dello stadio nel quale si sarebbe
tenuto lo spettacolo fu minacciato se avesse dato il
permesso di realizzarlo. Gli avrebbero fatto saltare
in aria il locale. I diritti umani già erano stati
stracciati e resi spietatamente inumani. Raccogliere
candele. Dare il famoso "passo indietro", per
tornare poi con due vigorosi passi in avanti!
La lenta somma di tutti questi fattori provocò la
distorsione dell'intenzione poetica del Movimento
della Nuova Canzone Argentina. Nuclei simili
apparvero nelle province di Cordoba e Mendoza, ma
anche per quelli la restrizione della libertà
d'espressione si fece sempre più forte fino a
diventare potenzialmente pericolosa per la loro
sopravvivenza. E se ogni poetica, per il fatto di
essere parola, è politica, come apprendemmo poi,
sfortunatamente per i nostri Paesi emarginati e
dipendenti non tutta la politica è poetica.
A questo punto voglio includere alcuni ricordi dei
primi tempi del nostro esilio: chiesi a Martha che
li riscattasse a volontà e nel modo che credesse più
conveniente. E' un'altra visione, un'altra parola,
un'altra prospettiva di quella sofferenza che
condividemmo. Perché allora non dovremmo compartire
anche questo spazio di reminiscenze?
Martha Sigal | erano già passati sei mesi da quando
ci vedemmo obbligati a lasciare Buenos Aires e casa
e lavoro e famigliari, amici, compagni.
Disegni di Muty Buzios
-

- Figura 1 Disegni di Muty Buzios
- Stava per concludersi il 1976 e continuavano ad
arrivarci notizie tristi: sequestri di amici alla
luce del giorno e rastrellamenti con arresti,
Enrique Raab, Roberto Santoro, Marcelito Gelman e
sua moglie... Noi stavamo percorrendo la strada che
ci offrivano i compagni brasiliani, che ci
accoglievano con tutto l'affetto nelle loro case,
percorrendo così San Paolo, Rio, San Salvador, Minas
Gerais. Tornammo per necessità impellente a Rio,
dove a Poni non rinnovarono il passaporto scaduto.
Non potevamo andare a Madrid e dovevamo rinnovare il
visto turistico per restare. Dove potevamo andare?
C'erano due alternative: in Paraguay, dove le
autorità di polizia si coordinavano con quelle
brasiliane, o in Uruguay, dove polizia e militari
operavano insieme ai servizi segreti argentini (tutto
questo gioco sinistro più avanti venne chiamato
Piano Condor, che anche se potevamo dedurlo e
intuirlo, all'epoca non era così chiaro).
Tutte e due le frontiere stavano a più di mille km
di distanza, in autobus! Per me era la prima volta
che uscivo dal Paese... Fu qui che Poni si ricordò
di una conosciuta in un precedente viaggio a Parigi,
quando ancora ascoltava e frequentava Leo Ferrè,
Paco Ibañez, Manolo Gerena e Luis Llach. Questa
ragazza non era altri se non la figlia di uno dei
ministri di Stroessner! [4] Ossia: la pecora nera
della famiglia. E ce ne andammo lì, ciechi e quasi
senza soldi... Un giorno e mezzo di traversata, un
calore spesso, incertezza e angoscia tra sentieri
animati. Ovviamente questi dettagli sull'amica non
li venni a conoscere fino a quando non arrivammo ad
Asunción, entrando in una casa enorme custodita da
militari e poliziotti in borghese. Io, terrorizzata,
maledicevo la mia fedeltà incondizionata, oltre a
temere di stare incinta... Non potevamo neanche
parlare tra di noi. Già ce l'eravamo svignata ad
Iguazú, con Videla lì in visita ufficiale
inaugurando non ricordo bene cosa! Cavolo, che
errore! Uscimmo da quella situazione in tutta fretta
e cagandoci addosso! Ovviamente l'amica non c'era.
Ci fecero un po' di foto...
Disegni di Poni Micharvegas
-

Figura 2 Disegni di Poni Micharvegas
Per fingere che eravamo turisti, non ci venne in
mente altro che andare ad una partita di calcio con
un signore anziano che avevamo conosciuto in un
autobus pieno di galline e verdure, che univa la
frontiera con la capitale e che portava i contadini
a vendere. Due giorni dopo prendemmo la strada del
ritorno e Poni si ritrovò bloccato nella dogana di
frontiera di Pedro Juan Caballero. Ci stavamo
separando! Lui non aveva documenti che gli aprissero
il cancello. Io sì. Ci abbracciammo a lungo in
quegli ampli paesaggi come di Far West, con
poliziotti in borghese armati come se fossero
cowboys! Lo guardavo incredula contro il finestrino
del bus, salutandolo senza sapere quando lo avrei
rivisto. Mi sentii, ancora una volta, disperata.
A Rio vivevamo nel piano alto di una falegnameria,
davanti a Vidigal, dietro l'Hotel Sheraton, un
piccolo appartamento che era del nostro amico Omar,
compagno della psicanalista Susana Pravaz. Da lì
chiesi ogni tipo di aiuto per giorni e giorni, ci
organizzavamo per tirarlo fuori da quella situazione.
E una notte, desolata da tanta incertezza, appare
Poni, come il diavolo ma vestito di bianco! Arrivò
in aereo, consigliato e aiutato da quel signor
Brunetti (nei voli charter di allora tra il Paraguay
e il Brasile non chiedevano documenti, e gli
argentini potevano imbarcarsi e volare anche con il
libretto di arruolamento, che il mio caro compagno
aveva!). José Brunetti, calciatore della nazionale
paraguaiana e caffeario, uomo indimenticabile nella
sua solidarietà, accidenti!
Poni | Verso la metà nel 1977 (la Spagna entrava
pienamente nel periodo detto della "transizione"),
dopo l'atroce assassinio di avvocati di diritto del
lavoro perpetrato da un gruppo nazista nel loro
ufficio di Atocha [5] , ci rifugiammo a Madrid, dove
amichevoli compagni ci diedero casa e cibo e ci
cercarono lavoro: Martha come professoressa di
Espressione del Corpo ed io come pediatra in un
asilo. Ripresi la canzone poco dopo, con l'arrivo a
Madrid dei fratelli Horacio e Daniel Lovecchio,
eccellenti musicisti ed ottimi compagni.
Partecipammo ad eventi solidari e, di volta in
volta, realizzammo concerti in sale di musica
folkloristica latinoamericana che all'epoca
iniziavano a proliferare in città. Però il mio
sentimento interpretativo non era lo stesso: sì,
stavamo tra compatrioti, tutto poteva andare meglio,
ma davanti al pubblico spagnolo il dramma era che
dovevamo come "tradurci". Non ebbi questa capacità,
lo riconosco. Le lobby discografiche non avevano
spazio da dare a questi poeti rivendicativi, mezzi
malinconici, pieni delle recenti ferite dell'esilio.
Erano state molto utili nella transizione, però il
fatto di stare tutto il tempo con la storia che
avevano subito vessazioni e perversità, non
favorivano l'arrivo di un tempo nuovo e democratico
nel quale non si avessero più ragioni per restare
arenati nel passato. Da lì a poco, questa versione
della nostra causa (quella di guardare più in là dei
nostri poveri nasi) si scontrò con un progetto
consumista, di usare e gettare.
Per informazioni:
www.micharvegas.com.ar e
www.ipoetinomadi.com
[Traduzione dallo spagnolo di
Valerio Cruciani]
Note
[1] Nella versione spagnola Poni
scrive "andá a cantarle a Gardel!". Gardel è il
grande cantante e autore di classici del tango
argentino e nel gergo di Buenos Aires l'espressione
vuol dire "vai ora a scontrarti con qualcosa di
insuperabile".
[2] Musica Popolare Brasiliana, movimento
d'avanguardia della canzone con radici
folkloristiche e ricca di contenuti sociali e
rivendicativi.
[3] Canto Popolare Urbano, 1972-1974, movimento
bonaerense di canzone poetica e di protesta.
[4] Alfredo Stroessner era all'epoca dittatore del
Paraguay e partecipava al "Piano Condor".
[5] La "mattanza degli avvocati di Atocha" (24
gennaio 1977) fu perpetrata da un commando di
estrema destra, che uccise 5 avvocati militanti
sindacalisti e ne ferì altri 4, tutti appartenenti
al Partito Comunista Spagnolo (PCE) all'epoca
illegale. Il fatto provocò le prime manifestazioni
pubbliche di sinistra nella Spagna post franchista e
la legalizzazione del PCE.
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Una publicación de aqueyas épocas, la revista "Lautaro",
editó el texto que Micharvegas dramatizaba como presentación
del que sería posteriormente su único LP, "Décadas"
( Ten Records, Buenos Aires, 1971 . Con carátula de Antonio Seguí
y fotografía de contraportada de Jean Tendron ).
El poeta y cantautor, acompaniado del guitarrista Carlos Carlsen,
cantó los dies temas del disco, y además - apoyado en una mesa de
ping-pong escenográfica- diseniada y construida por el artista
plástico cinético José "Pepe" Aguiar-, armado con dos paletas del
juego ( donde yevaba inscriptas la letra L para su mano derecha y la
letra P, para la isquierda), recreaba en base a estas "siglas"
y en un vaivén invisible, todo un discurso crítico y
reivindicativo de la situación histórica, política y cultural de la
Argentina de esos tiempos.
Cuatro fueron las presentaciones de este docushow
( donde como nota anecdótica desorbitada, el LP era canjeado en la
entrada
por el pertinente ticket de boletería: hoy "programa de mano"
impensable e irrealizable! ).
Y - aunque en la nota se alude al mes de mayo-, los conciertos se
realizaron
todos los martes por la noche del mes de abril de 1972,
en la acojedora sala de la caye San Martín, en Buenos Aires,
entonces bajo la dirección de Jaime Kogan.
La cartelería y promoción gráfica estvo a cargo de Julio Ludueña.
Teintaicinco anios después y gracias a los companieros Laura y
Enrique Samar,
este relato poético-teatral ha sido recuperado y tenemos la alegría
de re/animarlo.
Un inmenso regocijo por la permanencia leal de ciertas memorias,
nos invade y enorguyece!
Después de revisar el texto conciensudamente, podemos afirmar y con
pocas dudas,
que ésta es la versión definitiva de "LP".
M "P" M
Madrid
2D286NE
DÉCADAS: L.P.
de Martín Poni Micharvegas
El presente texto sirvió a su autor para realizar la
presentación de su larga duración DÉCADAS en el
teatro Payró, a principio de mayo pasado.
Las caracteristicas este hecho, escapan a las
tradicionales
formas de lanzamiento promocional orquestado por las
grabadoras.
El hondo compromiso político que asume su autor
decidió a LAUTARO
a editar su texto íntegro.
Pretendemos que nuestros lectores reciban esta
edición no como una imitacion
de las formas de la prensa burguesa, capaz de
regalar un bife de chorizo
en semana de veda para aumentar sus ventas, sino
como un intento por difundir
a este juglar de las gestas populares.
"LAUTARO"
Buenos Aires, agosto de 1972
LP
Long Play
La Presentación
Lanzamiento Promocional?
La Protesta?
Lo Panfletario?
La Política?
Lo Puerilmente?
La Poesía?
La Psíquiatría?
La Presentación:
Labia Parola
LP
Long Play
Las Posibilidades
Las Probabilidades
Laureles Palmas
Listas Hit Parade
LP
La Puta!
LP
Lucha Prolongada!
Liberación Popular!
Las Primeras
Luchas Populares
Las Protagonizaron
Los Peronistas?
Las Primeras
Luchas Populares
Las Protagonizaron
Los Proletarios
Lisen, Plis!
Lisen, Plis!
La Profunda
Leyenda Populosa
Los Puentes
Levantados Por
La Prepotencia
Localista Porturaria
Los Proletarios
Los Peronistas
Los Pasaron
Los Pabellones
Laboriosos Pasaban
Libres, Potentes
La Pobrería
Luchando Poéticamente
Les Pusimos
Las Patas!
La Plaza
Lavó Piadosa
Lastimados Pies!
Perón Liberado
Lisen, Plis!
Lisen, Plis!
Los Puentes
Levantados Por
La Politiqueria
Logrera, Participacionista
Lucrante, Pendular
Lograremos Pasarlos ?
Los Proletarios
LP
LP
Los Proletarios
Los Pasaremos !
Los Payucanos
Los Puramentexpoliados
Los Puramenteagroexportadores
Logramos Poder
La Panza
La Paupérrima
Larareó Pletórica
Los Privilegiados
Liberales-burgueses, Perimidos
Lacayos Postrados
Lameculos Perjudicados
Linajudos, Patricios
Lamentándose Penosamente
Losanti- Peronistas
Lustran Propósitos
Larvados, Perturbadores
Lívida Presencia!
Los Puentes
Levantados, Pueblo!
La Plazademayo,
La Piadosa
Litúrgica Palangana,
Los Pilotos
Largándole Puñaladas
Lonardi Porfía
Legitima Pedroeugenio
La Putrefacta
Libertadura Promoviendo
Las Purgas
Liquidacionistas Populares:
Los Pelotones
La Penitencieria
Lúgubres Pantanos
Liquidados, Pueblo!
Liquidados! Perdemos
Logros Públicos
Libertades Perseverantemente
Labradas! Perseguido,
Liquidado, Pueblo!
Los Provisionales
Lambetean Pedigüeños
Lenguas Parlamentarias
Los Provisionales
Lenguachas Palaciegas
Lenguachas Pro
Lenguachas Proyankis
Lenguachas Proimperialistas
Lenguachas Pro-todo
Lo Pro-contrarevolucionario
Los Provisionales
Los Parlamentaristas
Los Petroleros
Los Prominentes
Latifundistas Profanantes
Lapidan Prestos
Las Puertas
Liberadas Por
Los Pobres
La Palinodia ?
La Presumida
Lata Pretenciosa :
Libertad, Propiedad
Limitaciones Paternalistas
Lindo Periodo !
Los politicones
La Penduleaban
La "Pesadagorila"
(Los Primates
Los Pentagonistas)
La Propagaban
Los Protagonistas
(Los Populares)
Los Pispiábamos
"Libertad, Propiedad
Latrocinio, Perónlisis"
Los Patrones
Logran Pauperizar
La Población
Losgol Pistas
Limpian Presidentes
Limpian Parlamentos
La Principal
Letal Preocupación ?
LaDes Posesión
La Des Peronización
LaDes Politización
La Proscripción
La Postergación
Leonino Pillaje !
Lastimosos Profetistas
Los Presidentes
Legisladores Piratas
Los Parlamentaristas
Los Primates
Los Pentagonales
(Losgol Pistas)
Los Polistas
(Los Propiciantes)
Los Polean
Los Percuten
Los Paralizan
Los Pisan
Les Pagan
LoDes Piden
Leonino Pillaje!
Latrocinio Pasmoso!
Loor, Pueblo
Luchador, Paciente!
La PorOnganía
La Poronganía
Llegó Pomposamente
Lechuguinos Puritanos
Los Porongangiles
Los PorOngarrones
Limpios, Pulcros
Largamente Planificando
(Luisquincinos Pretenciosos)
Los PorOngonshorton
Los Patilludos
Los Platilludos
Lucieron Paseando
Los Pasatistas
Landós Presidenciales
Los Populares
Literalmente Pronosticamos :
"Los Pornógrafos
Librecambistas Perdularios"
Literalmente Pronosticados
LesContra Propusimos
Los Provincianazos!
Los Paros
LasOcu Paciones
Los Panfletos
Las Proclamas
Las Piedras
Los Palos
Los Pechos
Limpios Proyectiles
Lanzados Por
Los Pobres !
Los Porongañatos
Legalizan Perversamente
La Persecución :
Largan Perros
Licencian Pistoleros
Lanzagases Parapetados
Lubrifican Pesquizas
Lunáticas Patrullas
Loor, Pampillones!
Loor, Pueblo
Levantisco, Peleador!
La Patronal
Loca, Pretende
Lucrar Persiguiendo
Lucrar Palpando
LucrarRe Primiendo
Los Pitonisos
Los Pontífices
Los Perpetuos
Liberales Pacifistas
Laudan Pactar
Levisgston Presidente
Lo Puso
Lanusse. Pero
Los Provincianazos
Los Ponen
Los Proletarios
Los Provincianazos
Las Puebladas
Latigos Pendencieros
Luces Populares !
Levingston Presidente
La Prensa
Lo Presentó
Ligeramente Patriarcal
Las Puebladas
Lacrimosamente Perniciosas
Los Papanatas
Los Paparulos
Los Papagayos
Leen Pasquines
Liberaloides Perturbantes
La Poca
"Libre Prensa"
Local, Pava
Lean, Pendejos
La Poesía
Lírica Popular!
La Poesía
Levantada Por
Los Perseguidos :
Lucha Prolongada!
Liberación Popular!
Los Poderosos
Lamentan Pequeñas
Ligeras Preocupaciones:
"La Patria
Los Precisa
La Patriapotestad
Los Precisa
Los Patrimonios
Los Pesosoro
Lumpen Proletariat"
LECCION PEDAGÓGICA
Los Propietarios:
Propietario Libidinoso
Propietario Lúbrico
Propietario Locuaz
Propietario Laborioso
Propietario Lacrimoso
Propietarista Lacayuno
Propietarista Ladeado
Propietarista Ladero
Propietario Laico
Propietario Lisonjero
Propietario Longitudinal
Propietario Lanzabomba
Propietario Lacónico
Propietario Latente
Propietarista Laureado
Propietario Legítimo
Propietarista Legal
Propetario Librepensador
La proseguimos
Levingston Pelandruneado
Lanusse Presidente
Lisen Plis!
Lisen, Plis!
Las Propuestas
Libertarias Programan
Luchas Prolongadas
Los Proletarios
Lloramos Perdidos
Líderes Populares
Liquidados Por
La Policía
Los Parapoliciales
Los Paramilitares
Los Persiguieron
Los Provocaron
Los Picanearon
Loor, por
Los Perecidos
Luises Pujals!
Los Pusilánimes
Los Progresistas
Los Prodetistas
Los PRODEotarios
Leen Periódicos
Laburantes Para
Los Patroncitos:
"La Polémica
LigeramenteEm Pelotante
Lanusse – Perón
Licastro – Paladino
Lo Patrocinan
La Pagan
Los Poderosos?"
Las propuestas
Libertarias Proponen
Liberación Popular!
Liquidar Poderosos
LiquidarMono Polios
LiquidarIm Perialistas
Lejanos Prestamistas
Lamentables Patrioteros
(Los Proletarios
Les Prestamos
Los Pesos!)
Luchan Por
LaSocialización Perpetuadade
LosMediosde Producción
Los Pueblos
Latinoamericanos Propugnan
Luchar Persistentemente
Liberación! Piden
Liberación! Pedimos
Los Pobres
Los Presionados
Los Prostituídos
Los Perimidos
Los Postergados
Liberación Popular!
Libres Posibilidades!
Luchemos! Presionemos!
Los Puercos
Los Potentados
Lentamente Perecerán
Lentamente Perderán
Los Privilegios
Las Prebendas
Los Petates!
Loco, Poni ?
Luchando Prevaleceremos!
Los Prestidigitadores
Largan Pretextos
"Los Prepotentes
Lo Presentirán.
Los Poderosos
Liberarán Precios,
Liberarán Presos,
Liberarán Puertos.
Los Presidencialistas
Lisonjearán Pactos.
Los Patoncitos
Lactarán Plusvalías
Livianitas, Propicias.
Lo Principal
Lo Primordial
Lo Podrán
Lograr : Parar
La Pérdida"
Los Peleteros
Los Pervertidos
Los Patrones
Los Poderosos
Los Puercos
Los Productores
Los Profanadores
Los Prominentes
Los ProConintes
Los Prorrateantes
Los Prósperos
La Puteria
Lentamente Perecerán
Los Privilegios!
La Prescripción?
Liberarse Peleando!
Los Pelearemos
Los Pelearemos
Los PelearemosAufrancamente
Laceremos Prolijos
Las Pocas
Libertades Propagandizadas:
Libre Pobreza
Libre Penuria
Libre Pánico
Los Pasaremos
Llanamente Por
Los Paredones,
Limpiaremos Pulcramente
Las Pampas!
Loor, Patria,
Luz Popular!
Labrantío Progresista,
Lucha Profundamente
Libertaria,Patria!
La Persecuta
Los Paraliza?
Luchen! Presionen!
Largos Planteos
Largos Pleitos
Largas Profesías
Letanías Platónicas?
Luchemos! Presionemos!
Libertad Para
Los Presos
Laborales, Pidan!
Libertad, Pidamos!
Libertad Perentoria!
Libertad Para
Los Presos
Laborales-Políticos,
Libertad, Pidan
Libertad Pidamos
Libertad Para
La Patria!
Poni Micharvegas
Buenos Aires, abril 1972
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