DUELLO SU
DUELLO di MARTIN PONI MICHARVEGAS
(Versione di MARIA LUZ LOLOY MARQUINA ed ENEA
BIUMI)
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(nella foto sopra) In piedi: il padre di Poni, Luis León
Martínez; il suo bisavolo, Parín Cornaglia, suo zio materno, Néstor Cornaglia; sedute: la madre Irma,
già incinta di Poni; sua nonna materna, Manuela
Carvajal.
Nel deserto di
Itabira l'ombra di mio padre mi afferrò la mano
Carlos
Drummond de Andrade

1
La fresca oscurità dove ora vai lascia senza luce anche me (- o il bagliore in cui derivi sbracci corri penetra col suo preciso biancore il mio occhio fino ad accecarmi) Eri lontano e per questo fosti il più amato il più desiderato il più rimpianto il misterioso cui volli intensamente somigliare Innanzi alla tua morte la mia bocca ho sigillato ho morso i denti ho rimuginato come uno stupido sto in attesa di pianto ma non una lacrima cade non una lacrima cade Per esser nuovamente al tuo fianco respinsi religiosi ripieghi o superstizioni negli dei non credo né credo all'anima immortale non è astrazione l'uomo per me per noi lui è la vita in tutta la sua magnificenza la contraddittoria vita pietosa o crudele nel suo svolgersi Mio padre era devoto cristiano cattolico non praticante credevi nella trasparente beatitudine di Ceferino Namuncurá credevi nella santità allattante di Difunta Correa credeva nell'innocenza di tutta l'infanzia abbandonata
Senza dare elemosina davi tetto e cibo della tua casa e del tuo piatto raccoglievi piccoli orfani gli davi abiti compiti andava sempre con attorno ragazzi di strada vidi come lavavi i loro piedi calzandogli sandali nuovi
Ho rinunciato all'inquietudine di recitare benché scriva a elevare preghiere benché declami versi a voce alta muto in un giorno funesto per te non pronunciai parole mi colpirono certezze illuminanti per isolarle
Tento di rifare il ritratto di un lavoratore e sovrapposto il ritratto di un giovane delinquente non forzerò la storia né voglio falsificare eventi milioni di uomini sono caduti in questo e altri 6 agosto ma fu lui ad insegnarmi con semplicità la rettitudine fragrante amore per le cose di strada
Fra le nebbie il fiume per chi nuoterà ha il suono del Paranà e io vado tra le sue onde fin dove lui accosta ( - o lo spinoso deserto di cardi che percorri incroci vinci raschia seccando la mia gola fino a farmi male)
Difficile è stato vivere insieme per ciò fosti il più vicino il più fantasticato il più invidiato l'imbattibile cui volli intensamente somigliare
Per nessuno le nostre vite servano a peso d'oro per noi nessuno ripeta invano il fatto ciò che è stato è stato e ad esserlo non tornerà tanto per te padre come per me come per i miei figli esperienze che apprendemmo girovagando e con dolore il futuro solo contiene ciò che strettamente è nuovo
Qui il sale non sala - tutto sala il sale dell'esilio qui lo zucchero non addolcisce - tutto rende amaro l'esilio tuttavia l'esilio non ha distrutto il mio amor patrio sebbene come pazzi parlassimo la stessa lingua senza comprenderci appresi che patria è anche convenzione che i despoti sfruttano che la nostra è quel turbine chiamato vento di libertà appresi che gli uomini inseguono le fonti del lavoro che quelle fonti interrano i loro artigli là tra gli affamati appresi che la libertà è la cavalla madre di queste marce forzate però vedo il tuo orgoglio di festa nei giorni nazionali e cerco di migliorare per integrare il tuo sussulto al mio
"I valori del padre devono essere i valori del figlio" fluttuavano i tuoi valori di uomo povero e indifeso lottavi senza cessare contro te stesso avevi regole morali di difficile lettura l'ingenua scrittura lacerata di un analfabeta e accanto alla tua fede alla tua speranza alla tua carità ti salvò l'ingegno popolare di voler vivere in pienezza certe volte pensai che ti sarebbe piaciuto vivere come i tuoi aguzzini La mia lingua è un polipo aderente al palato non posso piangerti e non è perché mi manchino i motivi fra te e me si è appena prodotto uno strappo oscuro cuciremo le sue labbra con delicata imbastitura 2 Luis porta ad Irma un verso d'amore scritto col lapis su di un asse del capezzale un asse d'umido salice non corregge errori di ortografia l'amore non si confonde mai non copiò il verso se non dal suo cuore Irma legge e annusa il legno colloca l'asse su di una cassa d'arance il suo tavolino da notte 1935 e ancor prima Luis porta ad Irma la possibilità di lasciare il riformatorio delle suore dov'è internata prigioniera dove ha visto lanciarsi dai tetti fanciulle impazzite e di giorno è duro rigovernare e duro il credo e soffre come una puledra legata alla noria interna di un cortile e la notte son sussurri viziosi e baci esperti di lingua di vecchie fanciulle Luis porta ad Irma un falso certificato che gli accredita un impiego e una casa il giudice dei minori non si accorge dell'inganno il suo lavoro è avere sogni immensi la sua cascina sarà quel dicembre la sua branda tutta l'estate sulla sponda del fiume 3 La Seconda Guerra mondiale entrava nel nostro dramma dove saremmo vissuti come se fossimo morti? alcuni polacchi gridavano nella stanza allato mangiavano male litigavano maledicevano la notte ed il suo giorno alcuni napoletani favoleggiavano di rubare con la bilancia a mezzo mondo il cavallo impazzito entrò nel parco dove giocavamo ti dicono che con questo frammento non può calpestarsi una poesia ti dicono che con questi discorsi non può sostenersi un parlamento marce marziali per la pace mondiale! l'amore gemeva attraverso sottili pareti di ponti crollati solo una gran pressione distorta farà entrare la realtà nei versi sebbene sillabe del tuo ricordo martellino la veridicità dell'atto sarà la mitraglia delle sillabe che non ti lascerà mentire scivoli sulla superficie resistente dello specchio quel volo radente di moscerini luccicanti sono le sillabe quella staffilata strepitosa di aquile a stormi portavi a passeggio il bambino per calmarlo ma insisteva croce rossa rutilante per la tua disperazione senza aiuto ti farò medico ti farò poeta ti farò marinaio solcherai il mare sconquassato di quel dramma di grida volerai sull'acqua dal mare di Usuahia fino al Baltico per lasciar sulla scia ciò che ti umiliava adesso sei più indignato perché sei più lontano sei precisamente sull'orlo di una confessione bruttissima qualcosa che non potrai sostenere senza un ricorso luminoso quella pesante fatica di ruote dell'ingiusto treno del mondo nuoteresti sulla terra con le grida di una Polonia cremata intenderesti il gergo italiano del grammo rubato chiudevamo le porte le pietose persiane aprivamo la radio ed entrava Joe Louis neri colpi sulle quattro pareti colpi gammati ai quattro angoli del cielo hurras! dal ring-side de La Voz de America Dove saremmo vissuti come se fossimo morti? tamponavamo i massacri ma la seconda guerra entrava entrava la seconda separazione dei miei genitori entrava il secondo odio matrimoniale entrava e allucinava il bimbo rifugiato sotto il capezzale i suoi convogli i suoi treni i suoi carri armati le sue trincee fanciullo che non smette di piangere tra le mie braccia di santa pazienza il mio petto di tiepida spiaggia le mie spiagge di stupefatta madre da lì a qui dove sbarcavano le prime chiatte verso Iwo Jima o il 6 agosto cadeva sopra Hiroshima il cross atomico di Joe Louis 4 Tiro questo tempo per i capelli gli ho teso un'imboscata e gli do il colpo di grazia lo sbatto contro la parete finché cade 1945 e ancor prima non finii di scrivere questi compiti non è l'ora di compiti non è l'ora di dichiarazioni né di impura sintassi le bende sopra gli occhi non possono essere tolte senza dolore nonostante i risciacqui brandelli di vedute rimarranno sullo straccio La Cumbre i monti di Cordoba l'acqua tiepida dei bagni di alibour per i suoi occhi la matassa di lana invernale che sgomitoli a stento in Nueva Pompeya Hadita butta a terra il gelato che gli do ci sono mburucuyás in tutto il fiorito muro della ferriera mi sento oppresso e triste e con pene d'amore la mamma cieca il papà fuggito io cieco e in fuga attraversando il ponte levatoio presidente uriburu Hadita è maggiore di me di due anni ne ha undici e un profilo greco e sguardo d'acciaio ma non cattivo vado verso un'altra ragazza e le canto "Norma mia" però il gelato si va sciogliendo anche oggi sulla mia strada di vergogna 5 ora non ho voglia d'inventare ora non ho voglia di mentire sulla mia nascita sul luogo della mia nascita ora non vedo la luce nella maternità inaugurale ora niente è bianco purissimo né lo sfregare dello straccio è nero sulle mattonelle ora non vedo la luce filtrata dalla fonte battesimale ora non odo le fredde gocce salate sopra la mia piccola testa ora non entrano quelle gocce nei sordi uditi ora non è inaugurale ora non è battesimale la luce ora non ho voglia ora la menzogna è chiaramente finita per me ora non ci sono leggende di nascita ora non ci sono gocce di fredde leggende sul libro municipale degli atti sul libro degli atti della mia nascita ora non ho la luce tetra ora mi stancai di aspettare che la bugia si aprisse ora mi stancai di proteggere il fraudolento fanciullo ora mi stancai di rimproverare alla vita il poco amore alla morte il disperante amore che ci sottrasse ora non brilla la goccia di acqua benedetta sul freddo capo ora non è più novembre di mattina ora non è più novembre in mattine di lana ora non è più novembre in lana celeste ora mi stancai di aver desideri ora mi stancai di sperare ora non ho desideri né di risolvere la verità con una menzogna né di risolvere la verità con una mezza menzogna né di attaccare la verità con un sofisma perfetto né di attaccare la verità con la sua propria verità ora mi stancai ora non ho desideri ora cadde il guanto dagli occhi il guanto come una benda degli occhi il guanto di cuoio come una benda degli occhi il guanto di cuoio forato come una benda degli occhi ora non danno più ora li si vede ora io non voglio che diventino ciechi ora mi stancai su alcune cose io ora potrei parlare con sicura autorità alcune cose come una pergola in un patio per esempio io ora potrei spiegare come baciavo delia io ora potrei spiegare tutto il fumo che oggi sarà delia pereyra tutti i baci di fumo che delia avrà dato tutti i baci di delia pereyra di fumo che diedi e mi diedero io ora potrei parlare io ora potrei sentirmi depresso descrivere giorni come piombati al fondo io ora potrei maledire di essere venuto al mondo io ora potrei smettere di festeggiare il primus il primus di bronzo che è il mio cuore io ora potrei lasciar quieti nella fossa comune i miei quaderni azzurri lasciar svanire la composizione scritta a scuola io ora potrei tornare a casa con la cartella di lapis fischiando io ora potrei desiderare di non ritornare mai più ora potrei acclarare che patio bacio pergola erano testuali e il fumo un affettuoso fumo nero di cucina a legna io ora potrei dichiarare che la fossa comune era autentica superficie grumosa melmoso fondo per il general pacheco io ora potrei dire che sempre ci fecero lacrimare gli amori dire che non saprei staccarmi mai da dosso tutto l'odio io ora per esempio dovrei dire che non avevi bisogno di rieducarmi popolare non scesi nei solchi nelle cascine nelle cucine i cani del chilometro 26 ti latravano alle caviglie la notte era stellata sì e scintillavano azzurri tutti gli astri incendiati in lontananza sì però quei denti sfioravano i tuoi speroni e quel respiro animale di cani notturni tutti volemmo che finissero dovresti dirlo in qualche spazio aperto dovresti mobilitare qualcuno con questo dovresti dire che non è possibile rieducarsi dal basso la discesa è piena di vigilanti cani latranti dovresti far dei fori alla smorfia di qualcuno con questo prendere al fondo dei suoi occhi la goccia di luce di pietà popolare io ora per esempio dovrebbero credermi quando dico che non ho voglia di inventare dovrebbero credermi quando dico luce della sala inaugurale dovrebbero credermi quando dico che la menzogna terminò per me ora io potrei porre la mia firma su certi documenti importanti ora io potrei fare una meravigliosa rubrica da firmare ora io potrei dettare con inflessibili altoparlanti precisi ordini ora io potrei sputtanare il genocida con disinvoltura certa ora io potrei studiare la mia stessa vita in controluce o dare appuntamento ad un cliente importante però per domani o curare con leggi cattive gente sana o applicare il mio dito censore contro oscene scene io ora potrei tenere la mia clinica con centralina telefonica io ora potrei aver battuto il record di seimila aborti io ora potrei avere nel mio avere un centinaio di licenziamenti però il sole non ho ora che è notte però ora né io potrei io ora nessuno deve dubitare davanti a queste parole l'unico qui che dubita devo essere io ora che mi stancai di aspettare il mio vescovato trionfale mi stancai di perdere la sorte fulminante mi stancai di aprire la porta ai curiosi invano mi stancai di ordinare parole su fogli mi stancai di battere le palpebre di strofinare l'occhio d'intorno per continuare di chiudere lo sguardo sulla striscia giallognola della rotta di abbagliarmi con tutti i cartelli indicatori di andare a tentoni in cerca d'una referenziale meta mi stancai dei codici mi stancai della segnaletica mi stancai del disegno umoristico sul giornale quotidiano mi stancai del io ora c'è una crisi di valori c'è una crisi di valori rincretiniti c'è una crisi di valori rincretiniti senza quotazione c'è un crac
crac che dice che duello è una profonda pena per una perdita immensa ora che io ora crac che dice che duello è un combattere fermo per rinforzare la vita 6 Niente più che l'imprescindibile ciò che di perdurabile rimane tremante i migliori approdi del cielo per te padre i migliori fiumi argentini con i loro flutti la miglior luna piena sulla diga di San Roque I migliori fiori per mio padre da qui che la sua morte si ricordi fragrante è agosto là estate ostile qui agli antipodi le migliori fredde pioggerelle la più brutale burrasca il delicato brivido dei giunchi della costa Le migliori casse da frutta con i loro traversini i migliori pettini d'acciaio per infilare i chiodi la mela più rossa della valle del Rio Negro il grappolo più dolce delle falde andine di Mendoza l'abbattuto tronco pietrificato di Chubut Riempiamo di favolose rose isolane questo silenzio riempiamo questo spazio di amiche mani tiepide riempiamo questo vuoto di pomeriggi di bar indimenticabili cada sulla sua cassa la zolla più grossa della terra Niente più di quello che non si può dimenticare il genocidio inferto come una bocca chiusa di madre la miglior gramigna della pampa umida per te padre i migliori puledri non domati la giovenca da latte segno di prosperità Il migliore dei rispetti per mio padre da qui che le sue traversie si ricordino semplicemente è inverno lì agosto secco qui agli antipodi il più nudo amore di una donna sulla spiaggia per lui il fragoroso schiamazzo di ragazzi per lui Il miglior martello temperato per la sua mano il miglior grembiule di tela olona per coprire il suo petto il miglior rauco fischio delle undici verso il pranzo la miglior pietra di smeriglio per pulire i suoi calli il più fumoso minestrone dell'inverno
La miglior alba sulle colline di Entre Rios il più cattivo giaguaro di Chaco per lui il miglior sciroppo di Santiago in un fiasco di vetro il miglior tamal il più succulento cibo nella sua pentola il più succoso vuoto nella sua griglia oggi eterna La miglior canoa incatramata per te padre l'argentata mojarrita pescata con l'amo le coraggiose orate che si tuffano al tuo lato tarariras e anguille che scappano dal tuo dito banchi di bagres acciughe boghe sotto il tuo molo Niente più di ciò che è strettamente necessario quello che non corrompe complimenti né corrode il tempo per andarcene come siamo venuti lasciando solo cose che vivano con la vita di altri Un tango una ranchera un chamamè una samba una milonga il miglior chiavistello per aprire il cofano dei ladri la miglior cabala per far saltare la banca negligente il miglior finale elettrizzante da testa a testa Il miglior goal del calendario di calcio la lotta dei galli più feroci dove sanguina il denaro un gioco infernale che non dia mai il culo le frustate della quadriga più vicina del vicinato il più bel sapo di bronzo che mangia tintinnando La miglior madreselva che rinnova nei cortili il gelsomino del paese più galante della notte il più ombroso ombù il più aspro fico il più forte lapacho che ribatte l'ascia la più soave salsapariglia per fumare nuovamente Niente più di ciò che non si può meritoriamente dargli la sua miglior resta di cozze il suo miglior sanguinaccio basco una striscia d'arrosto con cuoio di vitello sacrificato la miglior patata balcarceña barbabietole puntane il miglior ramo di garofani di un vivaio giapponese La cella meno penosa di Sierra Chica la miglior panca al sole nel patio di Devoto il certificato di buona condotta che non gli uscirà mai la miglior benda sopra gli occhi la migliore delle domande No! Che non succeda più! Solo chi conosce la fame potrà saziarci di lei solo chi conosce la pazzia potrà avvicinarsi senza timore solo chi si sente perseguitato saprà darci riparo solo chi passa le notti in bianco curerà l'insonnia Solo chi non ha avuto di che coprirsi ci darà calore solo chi ha conosciuto in lui l'infermità ci guarirà solo chi si avvicina alla ricchezza saprà come corrompe solo chi si è spogliato di tutto ci può dare qualcosa Nessuno più di chi sa conosce l'umiltà chi persistendo rimanga da esempio le migliori parole per te padre i migliori falò sul monte l'occhio vigila più attento in questa lunga notte
I suddetti giorni multitudinari per te padre e non come se ogni giorno fosse l'anniversario di qualche male i migliori serpenti smeraldi della selva missionaria il miglior guanaco la miglior vigogna gli innocenti agnelli tutto il giardino della repubblica sulla tua tomba Il miglior staffile rozzo l'ampia gualdrappa il miglior sandalo domenicale di tutti i posti lo stivaletto più elegante col tacco alto che si vide nel bailongo i più terribili talloni intarsiati la ushuta più leggera della terra per i tuoi piedi di polvere Le fluenti lacrime dei salici piangenti di Lujan una goccia di birra una goccia di rugiada una goccia di vino una goccia di miele di melassa di Jujuy la migliore delle quebradas risonanti al passo della tua mula i migliori canti del chingolo del zorzal del misto I pezzi di giacimenti d'oro dei fiumi Primo Secondo Terzo il migliore dei letti petroliferi del mondo uranio per te carne di prima scelta per te grano per te orzo per te mais per te latte sostanzioso per te farine pure macinate per te acque limpide per te il pane croccante come il canto del gallo nel mattino per te il mattino cantando come un pane croccante per lui che è il popolo tutto il meglio senza ripari per lui che è ed è stato il nostro sostegno tutto l'appoggio per lui che ha affrontato la morte fino a stancarla chi di braccia cadute non sa che cosa siano le braccia incrociate per lui che ha affrontato la repressione per sopravvivere e sopravvivendo permise che noi narrassimo poetassimo componessimo cantassimo legassimo i pezzi rotti riunissimo con cemento gli sforzi Niente di più che l'imprescindibile per lui questo digiuno ciò che bene si sente si trasmetta senza errori ciò che non può non riconoscere per essere lui stesso per lui ciò che è di lui ora che lo impastò lo inchiodò lo elevò lo drizzò lo remò lo pescò lo cacciò lo trattenne lo misurò lo scavò lo infilò lo involò lo montò lo segò lo ammanettò lo armò lo smantellò lo protesse lo mantenne lo tirò lo fortificò lo crebbe e al fine lo lasciò solo senza dire è mio
A Luis León Martínez, Alla sua memoria

DUELO SOBRE DUELO
Scritto nell'agosto del 1981, in Madrid. Riceve menzione nel certamen di Poesia della Rivista Plural, Messico, dello stesso anno. E' registrato ed edito in musicacassetta dalla Produccion Artesanal nel 1984, in Madrid. Dati tecnici: testo e voce, Martin Micharvegas. Musica, arrangiamento ed esecuzione: Horacio Lovecchio. Percussioni: Diego Martinez. Coda finale: Picon Sanchez e Martin Micharvegas. Tecnico di registrazione: Chema Lope de Toledo. Studio di registrazione: Lope de Toledo/Aravaca. Disegno di copertina: Maite de Castillo. Grafica: Charles Lantero. Fu presentato in aprile/maggio del 1985 nel Centro cultural de la Villa de Madrid all'interno dello spettacolo "Poemas y Canciones del Rio de la Plata", in cui partecipò anche il poeta e musicista uruguaiano Osiris Rodriguez Castillos. Fu interpretato nell'ambito della Lateinamerikanische Woche (settimana latinoamericana) dal 7 al 11 ottobre 1985 allo Studenten Zentrum (STUZ) di Zurigo, Svizzera. In cui parteciparono: Felipe Vargas (Colombia), Maya Brecher (Nicaragua), Miguel Rojas Mix (Cile), Jorge Musto (Uruguay) e Daniel Viglietti (Uruguay). Fu messo in scena a Buenos Aires il 3 e il 10 agosto del 1986 nella sala AB del Centro Cultural San Martin, durante il recital "Micharvegas: nuovos poemas/viejas canciones" con l'accompagnamento di Horacio Presti (chitarra) , Javo Micharvegas (chitarra e voce), e Diego Martinez (percussioni).
Carlos Drummond de Andrade (1902 - 1987, Brasile) partecipò al movimento letterario modernista, sorto nella Semana de Sao Paulo (1922). Giornalista professionista e funzionario pubblico, contribuì attivamente al riconoscimento dei diritti dello scrittore in Brasile, aiutando a fondare varie associazioni per questo. Sono state pubblicate delle antologie con sue poesie in Portogallo, Spagna, Francia, Germania, Svezia. Tra le sue opere più conosciute figurano: "Menino antigo", "Alguma poesia", "Brejo das almas", "Sentimento do mundo", "José", "A rosa do povo", "Claro enigma".
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